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Nistri, nuove regole per l'Arma: meno social e più disciplina

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Pubblicato in cronaca · 14 Ottobre 2020
Tags: socialcarabinieri

Come abbiamo chiesto nella Conferenza Stampa alla Camera dei Deputati e nella Manifestazione di Roma innanzi al Parlamento ed innanzi alla Procura della Repubblica di Roma, il Sig. Nistri, indagato per Truffa, Corruzione ed associazione per delinquere, dovrebbe essere subito arrestato ed allontanato dall'Arma.
Dia subito l'esempio on base a quello che dice e chiede agli "amici" onorevoli  che si ostinano a sentirlo, mentre dovrebbero sentire i Carabinieri di strada :  SI DIME...TTA,  AUTO DISCIPLINANDO la propria espulsione dall'Arma PRIMA DELLA SUA SENTENZA DI CONDANNA, E SOPRATTUTTO GLI VENGA CONFISCATA LA PROSSIMA LIQUIDAZIONE DI 500 MILA EURO PER DANNI CHE DOVRA' RISARCIRE.
In Ordine ai Social, il Sig. Nistri che ha Giurato fedeltà alla Costituzione, deve sapere che la libertà di Stampa e di Pensiero anche aspra, anche quando si tratta di Lui e dei suoi compari Generali indagati non puo' essere censurata. Se ne faccia una ragione.
Se i carabinieri sbagliano è perchè hanno avuto ottimi "maestri" come lui e suoi pari.
Invito tutti i carabinieri in servizio ed in Congedo a visionare il prossimo filmato che sarà messo on line su questo profilo.
Si VERGOGNI.

Se la libertà di espressione è garantita dalla Costituzione, per gli uomini e le donne in divisa nera i nuovi canali di comunicazione devono restare all'interno di vincoli rigidi. Altrimenti rischia di andarci di mezzo l'immagine dell'Arma.
È questo uno dei punti chiave della svolta che Giovanni Nistri, comandante generale dei carabinieri, ha annunciato ieri alla commissione Difesa della Camera: la riscrittura del Regolamento interno che risale al 1822, firmato da Carlo Alberto, e che - pur venendo via via modificato - rimane nel suo impianto complessivo. Si tratta di un testo che Nistri considera obsoleto da molti punti di vista. Per questo, una commissione ha iniziato i lavori di riscrittura. E uno dei punti chiave sono i nuovi doveri dei militari anche fuori dalla caserma, nella vita civile. Si parla di «trasparenza», di «imparzialità». Ma tra le preoccupazioni di Nistri l'uso responsabile dei social da parte di tutti i suoi sottoposti ha un punto di rilievo.
Già oggi il Com (il Codice dell'ordinamento militare) varato nel 2010 per tutti gli appartenenti alle forze armate ha un capitolo dedicato ai «particolari doveri dei carabinieri». Il Regolamento in preparazione andrà a rendere le norme più chiare, più incisive, e più al passo con i tempi: perché, come ha spiegato Nistri, solo «continenza» e «rettitudine» garantiscono ai carabinieri il rispetto di cui hanno bisogno. Serve «adeguare al mutato contesto sociale i riferimenti deontologici dell'agire di ogni carabiniere»
Quello dei social non è l'unico punto dolente. Su uno, in particolare, il comandante Nistri si è soffermato: quello dei procedimenti disciplinari, che secondo il Com devono venire sospesi fino al termine del procedimento penale. Questa norma, vista la durata interminabile dei processi penali, ha prodotto situazioni surreali, tra le più recenti c'è quella del maresciallo in servizio all'aeroporto di Fiumicino che è stato indagato perché si accordava con i narcos per fare passare incolumi i carichi di droga ai varchi doganali: l'Arma lo ha sospeso dal servizio, ma lui ha fatto ricorso al Tar. E solo grazie a un dettaglio procedurale non gli hanno ridato la divisa e la Beretta d'ordinanza.
Il Regolamento in corso di stesura non potrà modificare questa norma, proprio perché fa parte del Com. Per questo l'intervento di Nistri di ieri va letto come un appello alle forze politiche a intervenire su questo tema, mettendo alla pari le normative militari con quelle del resto del pubblico impiego, che già ora consentono di irrogare sanzioni disciplinari anche prima della condanna definitiva.
E Nistri invoca anche nuove punizioni: a partire dalle multe in contanti.



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