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Carabinieri Sindacato - Dr. Antonio Savino

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Oggi la parola di chiunque vale sempre più di quella di uomini di Stato.

Attenzione per tutti i Carabinieri. Oggi la parola di “chiunque” vale sempre piu’ di quella di Uomini dello Stato, che vengono “condannati” a pene esemplari. Persiste il Linciaggio dei “Carabinieri” sempre piu’ soli ed abbandonati al proprio inesorabile destino di uomini vulnerabili. Esprimiamo solidarietà ai colleghi e ci rendiamo disponibili ad assisterli in sede Disciplinare di Stato, conseguente alle condanne.

“Sono stato massacrato di botte dai carabinieri”, raccontò 9 anni fa Vito Sammartano. Adesso la Cassazione conferma le condanne per i quattro militari che, a Pantelleria, picchiarono in caserma Vito Sammartano, cuoco di Marsala, e in un’altra occasione picchiarono e ammanettarono un romeno. Sempre nello stesso procedimento i carabinieri sono stati condannati per avere contestato la guida in stato di ebbrezza a Massimo Barbera, nella stessa notte in cui picchiarono Sammartano. Ma quell’uomo non stava guidando.

Andrà in carcere il maresciallo Claudio Milito. Per lui la Corte d’appello aveva deciso la pena più severa: 4 anni e mezzo. Si attende adesso l’ordine di carcerazione da parte della procura generale di Paelrmo. Gli altri tre carabinieri per i quali sono state confermate le condanne sono Luca Salerno (3 anni e 10 mesi), Lorenzo Bellanova (3 anni e 9 mesi), Rocco De Santis (un anno e 6 mesi). Per Milito, Salerno e Bellanova la cortebaveva deciso anche 5 anni di interdizione dai pubblici uffici. Per De Santis, invece, l’interdizione dai pubblici uffici è di un anno e mezzo. Per lui, però, la pena è sospesa. Tutti e quattro sono stati, inoltre, condannati a risarcire le parti civili. Tra i reati contestati, anche il falso in verbalizzazioni.

L’indagine venne condotta dalla sezione di polizia giudiziaria della guardia di finanza della procura di Marsala, coordinata dal pm Antonella Trainito. Fu avviata a seguito della denuncia del cuoco, oggi 44 anni, che d’estate si trasferiva a Pantelleria per motivi di lavoro.

“Esprimo grande soddisfazione per questo risultato. La magistratura italiana, ed in particolare la procura ed il tribunale di Marsala e la corte d’appello di Palermo, riconoscendo le responsabilità dei 4 sottufficiali dell’arma con due epocali sentenze, rigorose ed ineccepibili, hanno restituito dignità e decoro alle persone offese da me assistite. Queste sentenze rendono giustizia anche a coloro i quali sono stati altrettanto vittime di ingiustificate violenze da parte di operatori delle forze dell’ordine e per le quali mi auguro possa essere accertata la verità con altrettanto rigore”, dice l’avvocato Gaetano De Bartolo, che ha assistito le parti civili.

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