NUOVI AUMENTI STIPENDIALI DI GENERALI E UFFICIALI
LA TRUPPA SI LAMENTA? PREMIA I GENERALI “DICEVA NAPOLEONE”

E VAI CON IL LISCIO..
LA TRUPPA SI LAMENTA? PREMIA I GENERALI “DICEVA NAPOLEONE”
ECCO IL NUOVO REGALO DEL GOVERNO A TUTTI I GENERALI DI CARABINIERI E UFFICIALI DELLE FORZE ARMATE E DI POLIZIA, CON TANTO DI ARRETRATI DA GENNAIO CON UN APPOSITO DECRETO “PASSATO IN SORDINA “SOTTOBANCO” . MENTRE L’ITALIANO MEDIO CHE LAVORA NON RIESCE A PAGARSI IL PIENO DI BENZINA PER ANDARE A LAVORO E IL SUO STIPENDIO PERDE POTERE D’ACQUISTO, E IL RESTANTE PERSONALE MILITARE “NON DIRIGENTE” , RESTA COME SEMPRE AL “PALO”.
I GENERALI SONO SEMPRE I PRIMI AD AVERE AUMENTI E MIGLIORAMENTI STIPENDIALI… E DA QUALSIASI GOVERNO….CHISSA’ PERCHE’.
QUINDI A STIPENDI “D’ORO” DI CIRCA 400 MILA EURO ANNUI, SI AGGIUNGONO ALTRI SOLDI.
PER QUESTI SIGNORI LE RISORSE SI TROVANO, PER TUTTI GLI ITALIANI ORMAI ALLA “CANNA DEL GAS” NON C’E’ TRIPPA PER GATTI.
DICEVA TOTO’….E’ IO PAGO…..
TUTTI I CIRCA 500 MILA UOMINI E DONNE NON DIRIGENTI DEL COMPARTO DIFESA E SICUREZZA DEVONO SAPERE QUESTE COSE TENUTE NASCOSTE.

Dirigenti Forze Armate e Polizia, scatta l’aumento 2026: +2,48% e arretrati da gennaio
È ufficiale l’adeguamento stipendiale 2026 per i dirigenti delle Forze Armate, delle Forze di Polizia e degli altri comparti equiparati del personale pubblico non contrattualizzato. Il nuovo incremento è pari al +2,48% e decorre retroattivamente dal 1° gennaio 2026.
La misura è contenuta nel DPCM 13 luglio 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 194 del 22 agosto 2026, relativo all’adeguamento del trattamento economico del personale dirigente. Il provvedimento dà applicazione al meccanismo previsto dall’articolo 24 della legge 23 dicembre 1998, n. 448.
Aumento del 2,48%: cosa prevede il DPCM 13 luglio 2026
Il decreto stabilisce, con decorrenza dal 1° gennaio 2026, l’incremento del 2,48% delle misure degli stipendi, dell’indennità integrativa speciale e degli assegni fissi e continuativi spettanti al personale interessato.
La percentuale è stata determinata sulla base della variazione complessiva delle retribuzioni contrattuali pro capite dei dipendenti pubblici, registrata dall’ISTAT tra il 2024 e il 2025. Tale variazione è risultata pari, appunto, al 2,48%.
Si tratta quindi di un adeguamento automatico collegato all’andamento medio delle retribuzioni nel pubblico impiego, applicato al personale in regime di diritto pubblico e non soggetto alla contrattazione collettiva ordinaria.
Chi beneficia dell’adeguamento stipendiale 2026
Per quanto riguarda il comparto Difesa e Sicurezza, l’adeguamento interessa il personale dirigente . In particolare, il meccanismo riguarda gli ufficiali superiori e gli ufficiali generali delle Forze Armate, oltre al personale con gradi e qualifiche corrispondenti delle Forze di Polizia civili e militari.
Rientrano quindi nel perimetro del provvedimento le figure dirigenziali e assimilate, dal grado di Maggiore fino ai gradi apicali, compresi i livelli corrispondenti nei Corpi di polizia e negli ordinamenti equiparati.
Il decreto conferma inoltre che, per gli anni dal 2018 al 2026, la rivalutazione delle voci stipendiali e del trattamento accessorio avente natura fissa e continuativa resta disciplinata dall’articolo 24 della legge n. 448/1998.
Arretrati dal 1° gennaio 2026: cosa cambia in busta paga
La decorrenza retroattiva dal 1° gennaio 2026 comporta due effetti concreti: da un lato l’adeguamento del trattamento economico a regime, dall’altro il riconoscimento delle differenze maturate dall’inizio dell’anno.
Questo significa che il personale interessato avrà diritto agli arretrati stipendiali relativi ai mesi già trascorsi del 2026, calcolati sulle voci retributive coinvolte dall’aumento del 2,48%.
L’incremento si applica alle componenti economiche indicate dal decreto, ossia agli stipendi, all’indennità integrativa speciale e agli assegni fissi e continuativi. Non si tratta quindi di un aumento generalizzato su ogni voce accessoria, ma di un adeguamento mirato alle componenti stabili della retribuzione.
Un incremento più alto rispetto al 2025
L’adeguamento disposto per il 2026 è sensibilmente superiore rispetto a quello riconosciuto per il 2025, quando l’incremento era stato pari allo 0,61% in base al DPCM 4 luglio 2025.
Il confronto con gli ultimi anni evidenzia una forte oscillazione delle percentuali, legata all’evoluzione delle retribuzioni contrattuali nel pubblico impiego e alla chiusura dei diversi cicli negoziali.
| Anno | Adeguamento ISTAT | Provvedimento ufficiale |
| 2026 | +2,48% | DPCM 13 luglio 2026 |
| 2025 | +0,61% | DPCM 4 luglio 2025 |
| 2024 | +4,80% | DPCM 23 luglio 2024 |
Perché l’aumento riguarda il personale dirigente.
Il meccanismo di adeguamento automatico previsto per il personale dirigente ha l’obiettivo di aggiornare annualmente il trattamento economico in relazione all’andamento delle retribuzioni del pubblico impiego.
Per i dirigenti delle Forze Armate, delle Forze di Polizia e degli altri comparti equiparati, questo sistema rappresenta una forma di tutela del potere d’acquisto.
Cosa significa per Forze Armate e Polizia
Per gli ufficiali superiori e generali delle Forze Armate e per il personale con gradi e qualifiche corrispondenti delle Forze di Polizia, l’adeguamento del 2,48% rappresenta un incremento diretto sulle voci stipendiali fisse e continuative, con effetti economici sia sul trattamento mensile sia sugli arretrati maturati a partire da gennaio.
La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale rende ora pienamente operativo il provvedimento. Le amministrazioni interessate dovranno quindi procedere all’applicazione dell’aumento e alla liquidazione delle somme arretrate spettanti, secondo le modalità amministrative previste.
Il DPCM 13 luglio 2026 conferma così l’adeguamento economico annuale per il personale dirigente , fissando per il 2026 una percentuale nettamente più consistente rispetto all’anno precedente e destinata ad avere un impatto immediato sulle buste paga del personale interessato.

